Quant’è diffuso il tumore del colon-retto in Italia

Il tumore del colon-retto rappresenta il 13% circa nel totale delle diagnosi di tumori in Italia. È causato dalla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste l’ultima parte dell’intestino, il colon ed il retto.

Pazienti maggiormente a rischio

In Italia la diffusione del tumore riguarda principalmente un’età compresa tra 50 e 75 anni. In questo periodo è infatti più probabile sviluppare un cancro colorettare: si stima infatti che ogni anno colpisca circa 23.000 donne e 30.000 uomini, di cui il 90% circa in questa fascia di età.

L’incidenza è in aumento nella popolazione femminile in quanto gli stili di vita si stanno allineando con quelli maschili.

Secondo i dati ISTAT nel 2016 in Italia sono stati osservati circa 20.000 decessi per tumore del colon-retto (11.000 negli uomini e 9.000 nelle donne).

Confronto dati precedenti a quelli di oggi

Come si può osservare dal grafico, la prevalenza del cancro (quindi il numero di persone affette) in Italia dal 2006 è aumentata enormemente: infatti più di un milione di persone in più in 14 anni si sono ammalate di tumore. Considerando che l’incidenza dei colorettali quest’anno è del 15%, sono più di 50.0000 le persone ammalate lo scorso anno.

Questo può farci capire come mai sia necessaria una maggiore consapevolezza, soprattutto nelle categorie più a rischio, per riuscire a prevenire il diffondersi esponenziale di questa malattia.

Proporzione di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore in Italia nel 2020, per i tipi di tumore più frequenti e sesso.

Le 3 tipologie dei fattori di rischio: Nutrizionali, genetici, non ereditari

I fattori di rischio dei tumori colorettali sono molto diffusi nella popolazione italiana.

Fattori nutrizionali

Una grandissima incidenza sul totale dei casi riguarda le abitudini alimentari del soggetto. Infatti una dieta ricca di grassi saturi influisce sulla possibilità di sviluppare un tumore al colon-retto, mentre una dieta ricca di fibre è correlata ad un minore rischio di contrarre questa malattia.

Un altro fattore correlato all’alimentazione è l’obesità: chi ne soffre infatti è più esposto alla probabilità di sviluppare un tumore colorettale, insieme ad una vita sedentaria che costituisce un ulteriore fattore di rischio.

Degli elementi che invece operano a favore della prevenzione del cancro al colon retto sono la vitamina D, il calcio e un ridotto consumo di bevande alcoliche, farine e zuccheri raffinati.

Fattori genetici

 I fattori che influiscono principalmente sulla comparsa di questa malattia sono quelli genetici. A chi ha casi in famiglia con questa malattia viene consigliato di eseguire la colonscopia 10 anni prima dell’età della diagnosi del parente di primo grado. L’esame, se negativo, va ripetuto ogni cinque anni.

Esistono però malattie ereditarie che possono influire direttamente sulla comparsa della neoplasia colorettale come le poliposi adenomatose ereditarie o la sindrome di Lynch.

Con queste malattie infatti la probabilità di trasmettere alla prole il gene alterato che predispone ala formazione del cancro è del 50 per cento, indipendentemente dal sesso.

Fattori non ereditari

Sono importanti l’età (l’incidenza è 10 volte superiore tra le persone di età compresa tra i 60 e i 64 anni rispetto a coloro che hanno 40-44 anni), il fumo, le malattie infiammatorie croniche intestinali (tra le quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn), una storia clinica passata di polipi del colon o di un pregresso tumore del colon-retto.

 

In conclusione, se ti riconosci in una di queste categorie di rischio ti ricordiamo di prenotare uno screening. Cambiando le tue abitudini puoi diminuire di molto il rischio di tumore al colon retto, non è mai troppo tardi per iniziare a prevenire!

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