La storia di Massimo

Massimo Ferrara

Comincio con il dire che sono sempre stato refrattario agli esami clinici, in particolar modo agli esami del sangue, ma proprio questi screening possono cambiare la nostra vita.

Se si superano le paure e si abbraccia questo concetto che si sintetizza nella parola stupenda “PREVENZIONE”, si può indirizzare la nostra esistenza in maniera bella e positiva.
Nella mia esperienza ho capito cosa significasse conoscere la propria salute. Ho capito cosa volesse dire, con questa patologia tumorale, conoscere la propria genesi di malattie parentali. Infatti, quando ho cominciato a curarmi, ho scoperto/ricordato che mia nonna era deceduta per la stessa malattia.
Elemento essenziale conoscere la propria Storia Familiare che rientra anch’essa nell’alveo della prevenzione.
Posso dire di essere stato fortunato per alcune, chiamiamole, “casualità” che mi hanno fatto prendere il male in tempo utile per fare solo l’intervento e chiudere tutto nell’arco di tre anni e mezzo, senza terapie, senza ulteriori sofferenze e ansie di quelle grandi, grandi!
Vi dico che è possibile evitare queste ansie, queste paure, con la parola magica “prevenzione” e in queste mie poche parole, vorrei tanto trasferire questa conoscenza così importante.
Un anno prima di scoprire il tumore al colon retto feci una ecografia dalla quale si evinceva la presenza di un piccolo polipo, a destra che andava tolto, perché in quella posizione degenera in adenocarcinoma… Sicuramente io non sono stato attento, ma allo stesso tempo non ho avuto accanto a me i giusti consiglieri ed informatori che mi avrebbero, molto probabilmente, evitato quel che è accaduto l’anno successivo.
Come ho scoperto di avere la malattia? Un giorno, appunto un anno dopo, in orario di ufficio, mi sono sentito male: la mia fortuna è stata che io prendessi un olio fitoterapico per l’abbassamento della pressione (sta ancora a casa, nell’armadietto del bagno) il quale mi ha creato una notevole purga/emorragia intestinale e messo in luce il subdolo male che per sua natura si limita a far perdere piccole ed invisibili quantità di sangue senza malesseri particolari, segnali molto difficili da intercettare
C’era tanta paura nelle persone vicine a me, sembrava quasi che io fossi già in un tunnel finale: questa malattia mette quasi più paura a chi ti sta intorno che a te, in prima persona. In quel momento è stato importante conservare quella calma e freddezza che ti permettono di fare le scelte essenziali per la tua vita.
In tutto questo contesto si inserisce l’assistenza medica che in base alla mia esperienza, posso riassumere in due tipologie:

– Medici poco umani… i quali, nonostante abbiano contribuito a salvarmi la vita, si sono interfacciati con me e con chi mi stava accanto senza quella delicatezza necessaria a chi affronta questo “problema” e soprattutto generando ansia e fretta che non permette al futuro malato di avere quella lucidità necessaria di cui parlavo prima.

– Medici umani e coloro che ho scelto per salvarmi la vita… i quali, come prima cosa, mi hanno infuso quella calma e tranquillità che ha fatto si che io potessi affrontare questa malattia, step by step, perché è l’unico modo in cui si può sostenere questo carico… Infatti il tumore non ti permette di risolvere tutto e subito, ma bisogna fare tutto passo dopo passo e serve accanto a te un medico, ma soprattutto un sostegno fisico e psicologico.

Adesso sto bene e mi sento come se fossi nato una seconda volta, non è proprio solo un modo di dire. Le persone, sia giovani che più anziani, dovrebbero ascoltare il proprio corpo e non avere paura della medicina perché è meglio scoprire “presto” un male e curarsi per proseguire in una vita bellissima, credetemi!
Ringrazio le persone che mi hanno salvato, ma allo stesso modo ho capito, sulla mia pelle, l’importanza della prevenzione e della informazione, scopi principi di Europa Colon, di cui sono onorato di far parte.
Grazie a loro e grazie a chi leggerà questo mio messaggio, facendolo un po’ suo.
Massimo

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